Auberge espagnole

Auberge espagnole è un modo di dire francese per indicare un luogo dove si trova di tutto, pieno di cose diverse e frutto di persone diverse.
Auberge espagnole è un film, che parla di un anno a Barcellona, proprio come quello che ho vissuto.
Auberge espagnole è un appartamento con vista sulla calle che non avrei mai voluto lasciare.
Auberge espagnole sono le persone che ho conosciuto fuori, gli amici che ho lasciato a casa, i luoghi che amo, la mia città, la musica, i film, le foto e molto altro.
Posts I Like

twillhiddleston:

Notting Hill (1999)

"Surreal, but nice."

(via corpidicarta)

60 plays
Paolo Nutini,
Caustic Love

And let’s get this straight
Sometimes you’ll rise, and there’s time you’ll fall
After all, you’re just blood and bones
And you don’t owe no one, oh
No, you don’t owe no one
So don’t live like one price is right,
Cause there is some things in your life that you can’t fight

Di canzoni che arrivano al momento giusto e ti ricordano qualcosa che forse ultimamente avevi dimenticato. 

Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a prendere subito tutti quelli buoni, poi rimangono solo quelli che non ti piacciono. E’ quello che penso sempre io nei momenti di crisi. Meglio che mi tolgo questi cattivi di mezzo, poi tutto andrà bene. Perciò la vita è una scatola di biscotti.
Haruki Murakami - Norwegian Wood 

Per la gente che si ricorda di te solo quando gli serve.
Con affetto, sia chiaro.

Autoreblog promemoria per ricordarmi cosa devo rispondere la prossima volta che qualcuno mi cerca solo per chiedermi qualcosa. 

(via appartamentospagnolo)

I preparativi per la mia maturità sono stati un incubo. Ho dato tantissimi altri esami in seguito, ho scritto una tesi, mi sono laureata, ho fatto colloqui di lavoro, ma ancora ricordo con terrore i giorni precedenti a quel grandissimo mostro che sanciva, più che altro, il passaggio da una routine che durava cinque anni a un salto nel vuoto che, almeno in teoria, avrebbe dovuto traghettarmi come Caronte verso l’età adulta. Ma la maturità mi ha insegnato delle cose, che non sono i 408 esametri del carme 64 di Catullo a memoria (anche se…Peliaco quondam prognatae vertice pinus dicuntur liquidas Neptuni nasse per undas Phasidos ad fluctus et fines Aeetaeos) o la formula del moto orario; alla maturità ho imparato a vendermi a un pubblico, a parlare tanto di quello che so e ad ammettere serenamente quello che non so, a ridere in situazioni di stress, ad ascoltare le domande che mi vengono poste, ad afferrare con le unghie gli spazi che cercano di sottrarmi. Che anche le cose enormi, quelle che ci sembrano scure e piene di zanne, finiscono. Che del tuo esame di matematica non fregherà più a nessuno, ma che continuerai a sognartelo per anni e anni a seguire. E che non vale la pena non finire un gelato fragola e pistacchio per una formula di fisica – nessuno me le ha mai più chieste, e pare che sia ancora viva.

Abbiamo le prove: sono sopravvissuta all’esame di maturità - Eugenia Durante

Favorite Movies: Across the Universe (2007)

“Hey Jude, don’t be afraid. You were made to go out and get her.”

And don’t you know that it’s just you,
Hey Jude, you’ll do,
The movement you need is on your shoulder.

(via she-talks-to-rainbows)

Qualche anno fa, quando ero ancora tra i banchi di scuola, un bravo professore mi fece capire l’importanza delle scelte che facciamo. Lo fece attraverso le parole di un romanzo che da allora mi è rimasto impresso, in cui il protagonista sceglie abbandonare una vita di ease and pleasure per andare incontro a qualcosa di incerto. Senza alcun motivo razionale, decide di rischiare, trovandosi così ad affrontare una serie di esperienze che lo portano a conoscere veramente se stesso.

È passato molto tempo da quelle lezioni, ma mi sono tornate in mente oggi, mentre di fronte ad alcuni eventi mi sono resa conto che ancora una volta stavo prendendo la strada più facile.Ad esempio è facile crogiolarsi in una situazione indefinita, aspettando un segno che non arriva o scherzandoci su con le amiche. Facile rispondere in maniera evasiva, dicendo a tutti che la situazione è sotto controllo quando in realtà non ne sei sicura; facile rimandare il lavoro a domani, solo perché oggi non hai voglia di affrontarlo; rinunciare progetti che hai in testa perché “non è il momento giusto”, lasciar perdere in partenza, ripetersi che non ne vale la pena, o convincersi che in fondo non lo vuoi davvero.

La verità è che ogni scelta importante comporta paura e per questo richiede coraggio. Paura ad esempio di sapere se quella situazione avrà davvero un futuro, di scoprire se il lavoro che stai facendo è la cosa migliore o peggiore che tu abbia mai fatto, paura di investire il tuo tempo in un’idea che magari non funziona o semplicemente di sbagliare, fallire, fare una brutta figura.
Ma c’è una cosa -banale, lo so- di cui mi sono resa conto negli ultimi giorni: le cose migliori che mi sono capitate in questi ultimi anni, sono arrivate quando ho avuto il coraggio di rischiare, superando la palizzata di insicurezze che mi ero costruita attorno. Non sono state tutte positive, sia chiaro, ma in qualche modo ognuna mi ha lasciato qualcosa e mi ha cambiato. 
Allora, ecco, ci ho pensato un po’ su e mi sono detta che forse è arrivato di nuovo il momento di cambiare strada. 

(Ciao prof, ancora una volta avevi ragione tu.)

L’entusiasmo di una nuova partenza, seppur per pochi giorni
Chiudere la valigia e andare all’aeroporto, lasciando a casa tutte le ansie, i problemi e i pensieri degli ultimi mesi
La voglia di rivedere delle amiche dopo tanto tempo 
Riprendere a parlare spagnolo e rendersi conto che fa ancora un po’ pena, ma per fortuna c’è sempre l’inglese
Arrivare a destinazione e trovare i sorrisi e gli abbracci di altri amici pronti ad accoglierti
Il sole della sicilia che non si smentisce mai
Il profumo del mare e le strade strette del centro che sembrano uscite da un quadro
La facciata del duomo colorata da una luce arancio e un tramonto incredibile sul mare che mi fa pensare a una vacanza a Mallorca di qualche anno fa
Gli arancini, il pizzolo, i dolci a base di mandorle e pistacchio
Gente che parla spagnolo, inglese, tedesco, italiano (e siciliano!) ma in qualche modo riesce sempre a capirsi
Una giornata di mare in una spiaggia semi-deserta e il primo bagno della stagione
Una colazione sedute ad un tavolino vista mare
Passare ore a farsi belle mentre in sottofondo la radio passa canzoni che sanno di estate
I capelli sistemati, un vestito lungo e un paio di scarpe alte nuove
La felicità di vedere due amici che si sposano
Il caldo, le foto, le risate
Una tavolata di gente di nazionalità diverse
Continuare a cambiare lingua e finire inevitabilmente per mescolare italiano, inglese e spagnolo
Cercare di spiegare a uno straniero che si, è normale che a un matrimonio italiano si mangi così tanto
Il cibo, le foto, le risate
Resistere stoicamente nonostante le scarpe comincino a far male
I saluti, i sorrisi e gli abbracci 
Preparare la valigia e imbarcarsi in un viaggio surreale verso l’aeroporto
Altri saluti, altri sorrisi, altri abbracci
"ci vediamo presto" anche se presto non sappiamo quando sarà
Salire sul volo e trovare al mio posto una rivista con in copertina un posto splendido di Barcellona dove sono stata con una persona 
Una canzone in sottofondo che dice “home is wherever I’m with you”
Sorridere pensando che è una casualità mentre gli occhi si fanno lucidi e iniziare a contare i giorni in attesa di una nuova partenza

niente, pure quest’anno ci hanno azzeccato. 
(comunque la mia preferita resterà sempre questa)

Tornare a casa, aprire per caso l’agenda dello scorso anno e rendersi conto che esattamente un anno fa in questo momento avevo appena trovato casa, conosciuto una persona importante, ritrovato delle buone amiche e comprato un biglietto di sola andata. Ritrovare dentro scontrini, biglietti, post-it, frasi appuntate nel corso dei mesi e avere la sensazione di rivivere tutto quanto semplicemente sfogliando le pagine.  

Ciao nostalgia, era un po’ che non passavi da queste parti.

Tutto quello che mi piace uccide, fa ingrassare o esce con qualcun’altro.

Di cose che non accadono, distanze insopportabili e canzoni che restano

No t’enyoro - Dani de la Orden

appartamentospagnolo:

But if you close your eyes,
does it almost feel like nothing changed at all?
And if you close your eyes,
d
oes it almost feel like y
ou’ve been here before?

Vedete, uno ci prova.
Ad andare avanti, a non pensarci, a fare progetti, ma sopratutto a frequentare nuove persone. E funziona, si, tutto sommato per un po’ funziona.
Poi però un lunedì una domenica pomeriggio vedi per caso un messaggio e ti viene di nuovo quello strano nodo allo stomaco. E allora, ecco, chiudi gli occhi e hai l’impressione che niente sia cambiato veramente.